La storia

Situata in Piazza del Popolo, uno dei luoghi più suggestivi e significativi di Ascoli Piceno, nel cuore del centro storico, la palazzina che ospita il Caffè fu costruita su progetto dell’ingegner Marco Massimi e del suo collaboratore Anania Ciotti negli anni dal 1881 al 1884 per ospitare gli uffici della Posta e del Telegrafo. Nel dicembre 1903 venne acquistata dall’industriale ascolano Silvio Meletti il quale affidò all’ingegnere Enrico Cesari e al pittore Pio Nardini il compito di provvedere a trasformarla in un raffinato caffè.

Dopo essere stato presentato in anteprima ai giornalisti che elogiarono il suo proprietario per aver realizzato un locale “all’altezza dei migliori esercizi pubblici delle grandi città per il lusso, la ricchezza e la fine e delicata eleganza degli arredamenti” (‘L’Italia centrale’ – 10 maggio 1907), il Caffè Meletti venne inaugurato ufficialmente alle 20,30 del 18 maggio 1907 “con un concorso straordinario di pubblico, che fino a tarda notte affollò lo splendido e ricco salone” (‘L’Italia centrale’ – 26 maggio 1907).
Il locale divenne il luogo ideale in cui incontrarsi e ritrovarsi imponendosi “all’attenzione generale per il lusso, la ricchezza, la fine e delicata eleganza degli arredamenti […] e per l’artistico insieme di mobili, di pitture e di ornamenti”: i suoi affreschi, i suoi tavolini, le sue sedie, i suoi banconi e il suo portico possono raccontare un secolo di cultura, di costume e di economia del territorio. Un secolo di storia e di storie che il Caffè ha vissuto sempre da protagonista.

Nel 1981 il Caffè venne dichiarato dal Ministero dei beni culturali e ambientali “locale di interesse storico e artistico”.

Le foto